IL PARADOSSO DEI 16/9

Il 16/9 è chiamato il "parente povero dei bouquets".Infatti,nonostante che i fabbricanti mettano sul mercato sempre più televisori oppure retroproiettori e ancora altri tipi di schermi al plasma nel formato 16/9,si fanno sempre più rare le emittenti che possono utilizzarlo. Insomma si prospetta un paradosso che purtroppo non è senza conseguenze per coloro che hanno gia acquistato un televisore in tale formato e magari sono abbonati a bouquets numerici nell'illusione di poter  gustare la visione di uno schermo panoramico. Consideriamo poi che la diffusione televisiva terrestre analogica non permette di proporre una diffusione nel vero 16/9. Solo quella digitale da satellite può consentire la trasmissione delle immagini nel formato 16/9 senza perdita di definizione. Per contro esiste una tendenza,praticata su certi canali, di porre bande nere in alto e in basso dello schermo (4/3) allo scopo di fargli assumere un aspetto pseudo 16/9. E' inutile precisare che questa pratica non ha alcun senso perchè diminuisce la superficie utile dello schermo e qualora l'immagine apparisse sui televisori 16/9 equipaggiati di zoom automatico,si verificherebbe un sensibile degrado della qualità video. Per capire come abbia avuto origine questo formato, è necessario partire dal cinema. Negli USA, all'inizio della televisione,(anni 40),il rapporto delle dimensioni del piccolo schermo era stato quasi parificato a quello del cinema (che allora era nelle dimensioni 1.37:1) adottando in televisione 1,33:1 ossia il formato 4/3 che conosciamo ancora oggi. Poi negli anni'50, per differenziarsi dalla televisione,il cinema ingrandì l'immagine nel senso della larghezza. Si videro allora apparire una moltitudine di formati a seconda degli intendimenti degli "studios", con 1,66:1 della Paramount, l'1.85:1 della Columbia e dell'Universal passando poi all' 1,75:1 della Metro e infine al Cinemascope,lanciato dalla Fox nel '53,che permetteva, grazie alla compressione delle immagini in larghezza, mediante lenti anamorfiche, di realizzare un 2,35:1. Tutti questi formati si adattano male alla televisione perchè ne riducono la superficie dello schermo. I produttori furono posti davanti al dilemma se rispettare il formato originale oppure no. Nel primo caso la compressione del film implica la comparsa di bande nere nelle parti alte e basse dello schermo televisivo. Alcuni produttori hanno deciso di rispettare il formato proponendo in televisione i film con bande nere (proiezione "Letter box"). Qualcun'altro preferisce non rispettare il formato originale adottando il 4/3 e riducendo al massimo le bande nere. Ma per arrivare al formato ideale a schermo largo si è giunti ad un compromesso affinchè le produzioni in 4/3 non evidenzino eccessivamente bande nere alla destra e alla sinistra dello schermo. E' la ragione per cui i tecnici hanno ritenuto idoneo ai televisori il formato 1,77:1, vale a dire 16/9. Un'immagine riprodotta in 625 linee, sulla totalità della superficie dello schermo, riproduce 576 linee utili. Questo si verifica sia sul 4/3 che sul 16/9 poichè l'altezza dell'immagine rimane costante. Quindi, da un formato all'altro solo la larghezza cambia,però nel 16/9 l'immagine copre oltre il 30% di superficie in più. Per trasmettere un'immagine 16/9 facendo rimanere costante la sua qualità nel 4/3,non è logico proporla con bande nere in alto e in basso dello schermo, mettendo a carico del televisore la funzione zoom dell'immagine per occupare la totalità dello schermo 16/9. Con una manipolazione di questo genere si ricostruisce un'immagine a 480 linee espansa sulle primitive 576, ma con una definizione di 480 e con una perdita di qualità di 100 linee circa. Da qui la necessità di trasmettere il video in 16/9, cosa che permette di realizzare la norma digitale MPEG-2/DVB. Per supplire all'assenza di autentiche trasmissioni in 16/9,certi costruttori hanno equipaggiato i loro modelli di una funzione detta "auto zoom" che automaticamente interviene in presenza di bande nere per trasformare un'immagine 4/3 "Letter box"in immagine 16/9 quale che sia il modo di diffusione. E' inutile precisare che questa presunta facilitazione è da bandire perchè non restituisce le 576 linee video, ma soltanto 480 linee stirandole in altezza.

CONCLUSIONE

Parecchi operatori di bouquets non hanno ancora capito che il formato 16/9, tenuto conto del considerevole numero di televisori venduti, può essere un buon argomento commerciale. Inoltre, non hanno saputo attuare una tecnologia semplice e poco costosa per diffondere il 16/9 in tutta trasparenza. I terminali non possono gestire segnali 16/9 su televisori 4/3 in "Letter box". Gli operatori sono quindi obbligati ad utilizzare due flussi numerici distinti per alimentare i ricevitori in 4/3 separatamente dai 16/9. Col risultato di raddoppiare i costi di trasmissione. E' forse possibile sperare che la singolare situazione della diffusione in 16/9 possa migliorare? Purtroppo non vi sono ancora indicazioni che lo facciano capire.